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Sergio Scarcelli in mostra a bari presso spazio Murat 28 marzo 2 aprile 2023
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interpretazione multidimensionale del Guernica di Picasso opera di Sergio Scarcelli
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L’opera d’arte è precaria nel suo lavoro di ricerca dei punti di congiunzione e zone d’ombra che raccontano il rapporto tra visibile e invisibile. Bisogna attingere dal vento e fare sì che la sua energia circoli insieme a quella della luce; le forme non devono ostacolare ma diventare parte del gioco, la lettura non può fermarsi alla forma della materia. Essa deve andare oltre, essere capace di rendere visibile l’invisibile. Lo spazio, i vuoti e i pieni assumono significati differenti, ispirando così racconti e visioni dalle infinite possibilità. L’opera d’arte è infinitamente interpretabile, come la vita. Ogni sfumatura determina un contesto differente, unico e irripetibile; i vuoti e i pieni sono temporanei e interpretabili. Tutto nell’opera e nella ricerca è precario come nella vita, dove il conflitto è costante. Esistono conflitti nel nostro intimo che a volte fanno male e sono dannosi, altre fanno bene e sono guarigione - possono così ristabilire nuov...
" la conquista dell'inquietudine "
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#unodisettemiliardiquasinovecentomilioni Sergio Scarcelli "la conquista dell'inquietudine" Quelli come me, io stesso come quelli, vivo di un ordine che non è come il tuo tu lo chiami disordine, io cono d’ombra, la mia inquietudine vive lì nell’incrocio dei tanti punti di vista compreso il tuo, posso dirti che ognuno di noi sta in un cono d’ombra, ci sei, ma non ci sei, quello spazio è l’unico libero che mi rimane, l’ho capito l’ho cercato, ci sono , ma non ci sono, la mia inquietudine, è uno spazio libero, vivo in quello spazio, tutti gli spazi della vita vanno riempiti, i coni d’ombra sono pieni di artisti, poeti, dannati, amanti e mentecatti, dove tu non verresti, ma io si! lì ci sono albe e tramonti, che tu non vedrai mai, albe e tramonti, a me necessari se vuoi te ne posso parlare, ma in silenzio ad occhi chiusi solo così. Sergio Scarcelli Foto Michele Carnimeo
dedicato alla " persistenza della memoria " del maestro Salvaror Dalì
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La conquista dell’inquietudine
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Quelli come me, io stesso come quelli, vivo di un ordine che non è come il tuo tu lo chiami disordine, io cono d’ombra, la mia inquietudine vive lì nell’incrocio dei tanti punti di vista compreso il tuo, posso dirti che ognuno di noi sta in un cono d’ombra, ci sei, ma non ci sei, quello spazio è l’unico libero che mi rimane, l’ho capito l’ho cercato, ci sono , ma non ci sono, la mia inquietudine, è uno spazio libero, vivo in quello spazio, tutti gli spazi della vita vanno riempiti, i coni d’ombra sono pieni di artisti, poeti, dannati, amanti e mentecatti, dove tu non verresti, ma io si! lì ci sono albe e tramonti, che tu non vedrai mai, albe e tramonti, a me necessari se vuoi te ne posso parlare, ma in silenzio ad occhi chiusi solo così. Sergio Scarcelli